lunedì 12 novembre 2012

Siamo tutti geni?


In questo articolo si prende in esame lo studio che da diversi anni gli scienziati stanno compiendo sui Savant. Chi sono i Savant? E quale relazione possono avere nel far sprigionare la nostra genialità? L’articolo prende in esame queste domande. Al termine dell’articolo, la prima parte di un interessante documentario sui Savant. Ricordati di lasciarmi un tuo feedback fra i commenti, la tua considerazione sarà geniale.

“Non voglio essere un genio: ho già problemi a sufficienza cercando di essere solo un uomo.” Albert Camus

Per diverso tempo, nel corso di questi miei primi 32 anni, ho ricercato il senso di questa vita incentrando i miei studi nel ricercare il “come “ funziona la mente degli esseri umani. Risulta facile proiettare le proprie percezioni su di un’altra persona, e proprio per questo, tale persona, ci può risultare come uno specchio, che ci fa individuare cose che doobbiamo sistemare.


                                             Ecco la realtà


Le nostre percezioni fanno di questa vita, qualcosa di straordinario. Sono i nostri sensi a dare colore, volume, sapore, profumo e a farci accarezzare amorevolmente la persona che amiamo.

Siamo quindi dominati dai nostri sensi? Qual è il loro funzionamento? Le ultime scoperte delle neuroscienze, ci hanno fatto capire che in realtà i nostri sensi altro non sono che dei recettori per il cervello.

I sensi acquisiscono informazioni dal mondo esterno e le tramutano in segnali elettrici per inviarli al centro di comando: il cervello. Viene da pensare che il mondo sul quale operiamo, non si trovi fuori di noi, ma che lo abbiamo acquisito tramite i sensi e ce lo portiamo nel nostro interno.

Non operiamo direttamente sul mondo, ma in base al nostro modello del mondo interpretato dal cervello. 

Non vediamo con gli occhi, sentiamo con le orecchie ecc., ma tramite la codifica dei vari segnali elettrici inviati, il cervello interpreta la realtà. Il cervello umano è ancora l’oggetto, per certi versi, più misterioso che esista sulla terra. Opere colossali così come atroci violenze sono state elaborate da questo strumento. La sua efficienza, sia nel medioevo che nell’era di internet, non è cambiata.

                                    Se qualcosa va storta va bene


Oggi, grazie a nuovi strumenti tecnologici, è possibile studiare il cervello ancora in funzione. Più si acquisiscono informazioni riguardo al cervello e più il suo funzionamento sembra essere miracoloso. Capita spesso agli scienziati di riuscire a capire e fare delle scoperte quando qualcosa va storto.

Questo è capitato per un gruppo di persone, definiti Savant(i saggi) e considerati disabili. La loro disabilità non fa spiegare agli scienziati come questi possano riuscire a fare cose talmente eccezionali da far invidia ai migliori calcolatori elettronici.

Più della metà di queste persone hanno una qualche forma più o meno grave di autismo, eppure riescono in imprese che hanno dell’incredibile, da considerarsi geniali. Ecco che gli scienziati, adesso, ricercano la risposta alla domanda: “In ciascuno di noi si nasconde un genio?”

Forse il più famoso dei Savant, Kim Peek, che ha ispirato la celebre storia del film “Rain man”, interpretato da Dustin Hoffman, è l’esempio più emblematico.

Fare calcoli matematici che farebbero impallidire qualsiasi computer, o memorizzare enciclopedie di centinaia di pagine, dopo averle lette una sola volta, per Kim Peek è un passatempo.

Gli scienziati hanno cominciato già da tempo a studiare la particolarità dell’utilizzo del cervello dei Savant, proprio perché sono convinti che capire il loro modo di utilizzare il cervello possa portare ad una maggiore conoscenza del suo utilizzo.

Il prof. Allan Snyder dell’università di Sidney, studia le abilità incredibili dei Savant. La domanda a cui cerca la risposta insieme ad altri suoi colleghi più o meno è questa: ”Se per i Savant, affetti da grossi deficit cognitivi, risulta facile fare cose straordinarie per quanto riguarda la memoria o calcoli matematici, allora nel cervello di  ognuno di noi quanto potenziale si nasconde?”

Il dottor Darold Treffert afferma che non possiamo comprendere noi stessi se non comprendiamo i Savant. Se una persona con un handicap grave è capace ad utilizzare il suo cervello in maniera da avere abilità incredibili, capire come lo utilizza può aiutarci a sprigionare il potenziale nascosto in ognuno di noi. 


 

 In altri articoli qui sul blog, abbiamo esplorato come la felicità dipenda dalla mente. L’ atteggiamento mentale felice si propone la missione di scoprire quale sia l’atteggiamento più funzionale a ciascuno per vivere la propria vita godendosi il proprio diritto alla felicità.

Segui la serie "Siamo tutti...", leggendo "Siamo tutti matti" e "Siamo tutti uno"

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