In questo articolo si prende in
esame lo studio che da diversi anni gli scienziati stanno compiendo sui Savant.
Chi sono i Savant? E quale relazione possono avere nel far sprigionare la
nostra genialità? L’articolo prende in esame queste domande. Al termine
dell’articolo, la prima parte di un interessante documentario sui Savant.
Ricordati di lasciarmi un tuo feedback fra i commenti, la tua considerazione
sarà geniale.
“Non voglio essere un genio: ho
già problemi a sufficienza cercando di essere solo un uomo.” Albert Camus
Per diverso tempo, nel corso di questi miei primi 32 anni,
ho ricercato il
senso di questa vita incentrando i miei studi nel ricercare il “come “ funziona la mente degli esseri
umani. Risulta facile proiettare le proprie percezioni su di un’altra persona,
e proprio per questo, tale persona, ci può risultare come uno specchio, che ci
fa individuare cose che doobbiamo sistemare.
Ecco la realtà
Le nostre percezioni fanno di questa vita, qualcosa di straordinario. Sono i nostri sensi a
dare colore, volume, sapore, profumo e a farci accarezzare amorevolmente la
persona che amiamo.
Siamo quindi dominati dai nostri sensi? Qual è il loro
funzionamento? Le ultime scoperte delle neuroscienze, ci hanno fatto capire che
in realtà i nostri sensi altro non sono che dei recettori per il cervello.
I sensi acquisiscono informazioni dal mondo esterno e le
tramutano in segnali elettrici per inviarli al centro di comando: il cervello. Viene da pensare che il mondo
sul quale operiamo, non si trovi fuori di noi, ma che lo abbiamo acquisito
tramite i sensi e ce lo portiamo nel nostro interno.
Non operiamo direttamente sul mondo, ma in base al nostro
modello del mondo interpretato dal cervello.
Non vediamo con gli occhi, sentiamo con le orecchie ecc., ma
tramite la codifica dei vari segnali elettrici inviati, il cervello interpreta la realtà. Il cervello umano è ancora
l’oggetto, per certi versi, più misterioso che esista sulla terra. Opere
colossali così come atroci violenze sono state elaborate da questo strumento.
La sua efficienza, sia nel medioevo che nell’era di internet, non è cambiata.
Se qualcosa va storta va bene
Oggi, grazie a nuovi strumenti tecnologici, è possibile
studiare il cervello ancora in funzione. Più si acquisiscono informazioni
riguardo al cervello e più il suo funzionamento sembra essere miracoloso.
Capita spesso agli scienziati di riuscire a capire e fare delle scoperte quando
qualcosa va storto.
Questo è capitato per un gruppo di persone, definiti
Savant(i saggi) e considerati disabili. La loro disabilità non fa spiegare agli
scienziati come questi possano riuscire a fare cose talmente eccezionali da far
invidia ai migliori calcolatori elettronici.
Più della metà di queste persone hanno una qualche forma più
o meno grave di autismo, eppure riescono in imprese che hanno dell’incredibile,
da considerarsi geniali. Ecco che gli scienziati, adesso, ricercano la risposta
alla domanda: “In
ciascuno di noi si nasconde un genio?”
Forse il più famoso dei Savant, Kim Peek, che ha ispirato la
celebre storia del film “Rain man”, interpretato da Dustin Hoffman, è l’esempio
più emblematico.
Fare calcoli matematici che farebbero impallidire qualsiasi
computer, o memorizzare enciclopedie di centinaia di pagine, dopo averle lette
una sola volta, per Kim Peek è un passatempo.
Gli scienziati hanno cominciato già da tempo a studiare la
particolarità dell’utilizzo del cervello dei Savant, proprio perché sono
convinti che capire il loro modo di utilizzare il cervello possa portare ad una
maggiore conoscenza del suo utilizzo.
Il prof. Allan Snyder dell’università di Sidney, studia le
abilità incredibili dei Savant. La domanda a cui cerca la risposta insieme ad
altri suoi colleghi più o meno è questa: ”Se per i Savant, affetti da grossi deficit cognitivi,
risulta facile fare cose straordinarie per quanto riguarda la memoria o calcoli
matematici, allora nel cervello di
ognuno di noi quanto potenziale si nasconde?”
Il dottor Darold Treffert afferma che non possiamo
comprendere noi stessi se non comprendiamo i Savant. Se una persona con un
handicap grave è capace ad utilizzare il suo cervello in maniera da avere
abilità incredibili, capire come lo utilizza può aiutarci a sprigionare il potenziale nascosto in
ognuno di noi.
In altri articoli qui sul blog, abbiamo esplorato come la felicità dipenda dalla mente. L’ atteggiamento mentale felice si propone la missione di scoprire quale sia l’atteggiamento più funzionale a ciascuno per vivere la propria vita godendosi il proprio diritto alla felicità.
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