Quando si afferma che controllare il pensiero sia essenziale
per essere felici, non significa negare la soddisfazione dei bisogni fisici…
“La vera
felicità scaturisce dall’interno; benché possa essere influenzata dalle
circostanze, non ne è vittima” Christian Boiron
Personaggi illustri come il Dalai Lama e secondo ricerche statistiche, come per
esempio quelle svolte all’università
di Harvard, affermano che una volta soddisfatti i bisogni di mangiare,
vestirsi e ripararsi sotto un tetto, non ci necessitano più soldi, più fama,
più successo, un corpo e un partner perfetto per essere felici, ma che l’unico
strumento indispensabile alla nostra felicità sia la mente.
Dipende dalla mente
Acquistare consapevolezza dei suoi meccanismi e di come la
utilizziamo è un primo passo verso la ricerca della felicità. E questo processo
di apprendimento ci darà maggiore responsabilità di noi stessi facendoci agire
con quella consapevolezza e determinazione per cambiare, e riconoscere che la
felicità è un potere personale nelle nostre mani.
Così come per un’alimentazione che ci faccia stare bene
sceglieremo determinate sostanze privandoci di altre, che non ci fanno stare
bene, anche per la mente è importante controllare il pensiero per dirigere il
sentimento della felicità. Quindi favoriremo la scelta di determinati pensieri
e stati mentali e ci priveremo di altri. Importante sono anche le scelte di
letture o films che nutrano specifici stati mentali e pensieri.
Ma quali sono gli stati mentali da evitare e quelli da
favorire?
Per ricercare la felicità, avremo bisogno di una certa
disciplina mentale. C’è bisogno di utilizzare tecniche per dirigire il
pensiero. Riconoscere di esserne padroni e diventare osservatori e analizzatori
della propria mente coltivando quegli stati mentali che ci avvicinano
all’essere felici.
Smettila di giudicare i tuoi pensieri
In ogni analisi è essenziale essere privi di giudizio e
considerare favorevoli quegli stati mentali che ci conducono verso la vera
felicità.
Anche se etichettare, può dare una parvenza di semplificare
le cose circa il nostro modello del mondo, in realtà, etichettando lo
restringiamo soltanto e per essere felici abbiamo bisogno di ampliare la nostra
visuale.
Tornando alla metafora dell’alimentazione, per nutrire il
nostro corpo avremo bisogno non di una sola, ma di più sostanze nutrienti.
Analogamente per essere felici, avremo bisogno di consapevolezza rispetto più
modelli e diversi approcci per poter scegliere quale sia il più indicato per
noi.
Nello svolgere una qualsiasi attività fisica, spenderemo
tempo ed energie nel ricercare di raggiungere il risultato desiderato. Forse
non sarà semplice, ma esercitandoci con costanza e disciplina, saremo pronti e
preparati per lo scopo finale.
Anche la ricerca della felicità non è semplice. Dobbiamo
applicare quotidianamente le tecniche e familiarizzare con esse. Ad esempio
potremo utilizzare determinate autosuggestioni a inizio e fine giornata.
Inizio giornata: “Vivrò questa giornata in modo da essere
felice”
Fine giornata: “Giorno dopo giorno acquisto maggiore
consapevolezza della mia mente”
Prima della suggestione di fine giornata è anche importante
fare un check di come si è trascorsa la stessa.
Imparare a gioire e a festeggiare quando le cose sono andate
come volevamo e abbiamo dato una direzione alla nostra felicità, avvicinandoci
sempre più all’esprimere noi stessi e le nostre passioni.



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