lunedì 24 dicembre 2012

Come divenire consapevoli della mente


Nell’articolo scoprirai l’importanza dello strumento mente e utilizandolo potrai esprimere te stesso. Nell’ultimo sottotitolo una tecnica micidiale per acquistare più consapevolezza…

“Cerchiamo di non guardarci indietro con rabbia o in avanti con paura, ma intorno con consapevolezza.” James Thurber

Dare libero sfogo alle pulsioni naturali, può da una parte decomprimere le nostre tensioni interne, ma dall’altra ci fa somigliare a quell’uccellino che dopo un lungo tempo in gabbia, una volta fuori, preferisce farci ritorno piuttosto che librarsi nel cielo libero.


                           Non confondere la mente con chi sei tu


Ci si può abituare così tanto ai propri difetti, da scambiarli con chi siamo veramente, al punto che può far paura liberarsene. Non si riuscirebbe ad immaginare cosa sarebbe la nostra vita senza.

Il filosofo Alain dice che “pur non essendo dei maghi, è il nostro incantesimo che ci riduce a ripetere ‘sono fatto così e non ci posso fare niente’” e questo può essere la causa dei nostri guai.

Può divenire fondamentale acquistare consapevolezza del nostro dialogo interno e rendersi conto di ogni pensiero riflesso limbico, per favorire una riflessione personale neocorticale.

Nell’approccio ai tre cervelli di Maclean, abbiamo identificato nel sistema limbico la sede dei condizionamenti e degli impulsi che trasmettono pensieri riflesso.

Quest’ultimi sono di semplice riconoscimento in quanto rigidi, assoluti e danno un senso di ovvietà, della serie o bianco o nero. Alla neocorteccia (cervello intelligente) unico cervello dotato di parola, spetta  comunicare questi impulsi alla nostra consapevolezza o attenzione. Può non essere d’accordo con i pensieri riflesso, facendo nascere una sorta di incongruenza interna che se non risolta con una riflessione personale potrebbe far nascere atteggiamenti che ci allontano dalla felicità e dal far esprimere realmente chi siamo facendo sorgere delle difficoltà.

I tre cervelli che possediamo tutti noi esseri umani, sono in continua e costante comunicazione fra loro. Alla neocorteccia spetta, in oltre, anche il compito di comunicare a livello di parole con la nostra consapevolezza, portando alla nostra attenzione gli impulsi scambiati con gli altri cervelli.

Come direbbe Paul Maclean, è come se una persona prova a comunicare con “un cavallo e un coccodrillo. E’ ovvio che ci siano problemi di comunicazione e stentino ad esprimere quello che provano”.

                  L’espressione personale conduce alla felicità


Conoscere i meccanismi che governano il nostro cervello richiede uno sforzo consapevole che ci conduce verso l’ espressione della nostra vera essenza.

Quando riteniamo che un nostro determinato comportamento o un nostro atteggiamento, sia qualcosa di condizionato che ci conduce lontano dalla felicità, possiamo trattarlo come se fosse un pensiero riflesso, ovvero sia un impulso del sistema limbico e non della neocorteccia intelligente.

A questo punto non ci rimane che riprendere il controllo favorendo una riflessione personale e mettere in dubbio con domande questo condizionamento limbico che ci induce ad agire, allontanandoci dalla felicità.

Far questo non è facile. Soprattutto perché sarà un lavoro che ci accompagnerà nel nostro percorso di vita. Come affermò Einsten “Ogni cosa è difficile prima che diventi semplice”, anche la riflessione personale si attiverà via via in maniera più automatica, portandoci verso un’espressione personale più autentica.

La felicità è un modo di esprimere se stessi che va imparato. Dice un proverbio persiano: “E’ con la pazienza che il frutteto diventa marmellata”

                                    Come destrutturare un pensiero


“In ultima analisi il valore di una vita sta nella consapevolezza e nell’intensità della contemplazione, non nel mero soprovvivere.”  Aristotele

Una tecnica molto efficace per destrutturare un pensiero, favorendo in tal modo una riflessione personale che ci conduca alla felicità è quella che Fra­­nk Kinslow definisce come consapevolezza pura.

Si tratta di un esercizio di osservazione della mente. Osserva per 5-10 secondi i tuoi pensieri, lasciali scorrere liberamente senza giudicarli, poi poniti questa domanda: “Da dove verrà il prossimo pensiero?”. Dopo di ché fai attenzione a cosa accade.

Avrai notato che subito dopo aver posto la domanda, la mente è rimasta semplicemente in attesa che succedesse qualcosa. Questa piccolissima pausa tra i pensieri è la consapevolezza pura.

Sarà la tua attenzione a portare questo spazio tra i pensieri. Forse hai sentito dire che ci vogliono molti anni di dura pratica per ripulire la mente dai pensieri, eppure in quella piccolissima pausa hai fatto pulizia dei tuoi pensieri.

Man mano diventerai sempre più consapevole di questa pausa mentale. Ti basteranno anche pochi minuti al giorno. Quando c’è, presta attenzione a questa pausa. Quando non c’è, cercala. Ti accorgerai che dopo pochi minuti i tuoi pensieri si saranno acquietati e il tuo corpo si sarà rilassato.

Continua a scoprire i funzionamenti della mente ed esprimendo sempre di più chi sei veramente, puoi essere consapevole e felice.

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