Nell’articolo scoprirai l’importanza dello strumento mente e utilizandolo potrai
esprimere te stesso. Nell’ultimo sottotitolo una tecnica micidiale per
acquistare più consapevolezza…
“Cerchiamo di non guardarci indietro con rabbia o in avanti con paura, ma intorno
con consapevolezza.” James Thurber
Dare libero sfogo alle pulsioni naturali, può da una parte
decomprimere le nostre tensioni interne, ma dall’altra ci fa somigliare a
quell’uccellino che dopo un lungo tempo in gabbia, una volta fuori, preferisce
farci ritorno piuttosto che librarsi nel
cielo libero.
Non confondere la mente con chi sei tu
Ci si può abituare così tanto ai propri difetti, da
scambiarli con chi siamo veramente, al punto che può far paura liberarsene. Non si riuscirebbe ad immaginare cosa
sarebbe la nostra vita senza.
Il filosofo Alain dice che “pur
non essendo dei maghi, è il nostro incantesimo che ci riduce a ripetere ‘sono
fatto così e non ci posso fare niente’” e questo può essere la causa dei
nostri guai.
Può divenire fondamentale acquistare consapevolezza del nostro dialogo interno e rendersi
conto di ogni pensiero
riflesso limbico, per favorire una riflessione personale neocorticale.
Nell’approccio ai tre
cervelli di Maclean, abbiamo identificato nel sistema limbico la sede dei
condizionamenti e degli impulsi che trasmettono pensieri riflesso.
Quest’ultimi sono di semplice riconoscimento in quanto
rigidi, assoluti e danno un senso di ovvietà, della serie o bianco o nero. Alla
neocorteccia (cervello intelligente) unico cervello dotato di parola,
spetta comunicare questi impulsi
alla nostra consapevolezza o
attenzione. Può non essere d’accordo con i pensieri riflesso, facendo nascere
una sorta di incongruenza interna che se non risolta con una riflessione
personale potrebbe far nascere atteggiamenti che ci allontano dalla felicità e
dal far esprimere realmente chi siamo facendo sorgere delle difficoltà.
I tre cervelli che possediamo tutti noi esseri umani, sono
in continua e costante comunicazione fra loro. Alla neocorteccia spetta, in
oltre, anche il compito di comunicare a livello di parole con la nostra
consapevolezza, portando alla nostra attenzione
gli impulsi scambiati con gli altri cervelli.
Come direbbe Paul Maclean, è come se una persona prova a
comunicare con “un cavallo e un coccodrillo. E’
ovvio che ci siano problemi di comunicazione e stentino ad esprimere quello che
provano”.
L’espressione personale conduce alla
felicità
Conoscere i meccanismi che governano il nostro cervello
richiede uno sforzo consapevole che ci conduce verso l’ espressione della nostra vera essenza.
Quando riteniamo che un nostro determinato comportamento o
un nostro atteggiamento, sia qualcosa di condizionato che ci conduce lontano
dalla felicità, possiamo trattarlo come se fosse un pensiero riflesso, ovvero
sia un impulso del sistema limbico e non della neocorteccia intelligente.
A questo punto non ci rimane che riprendere il controllo favorendo una riflessione
personale e mettere in dubbio con domande questo condizionamento limbico
che ci induce ad agire, allontanandoci dalla felicità.
Far questo non è facile. Soprattutto perché sarà un lavoro
che ci accompagnerà nel nostro percorso di vita. Come affermò Einsten “Ogni cosa è difficile prima che diventi semplice”,
anche la riflessione personale si attiverà via via in maniera più automatica,
portandoci verso un’espressione personale più autentica.
La felicità è un modo di esprimere se stessi che va
imparato. Dice un proverbio persiano: “E’ con la
pazienza che il frutteto diventa marmellata”
Come destrutturare un pensiero
“In ultima analisi il valore di una vita sta nella consapevolezza e
nell’intensità della contemplazione, non nel mero soprovvivere.” Aristotele
Una tecnica molto efficace per destrutturare un pensiero,
favorendo in tal modo una riflessione personale che ci conduca alla felicità è
quella che Frank Kinslow definisce come consapevolezza pura.
Si tratta di un esercizio di osservazione della mente. Osserva per 5-10 secondi i tuoi pensieri,
lasciali scorrere liberamente senza giudicarli, poi poniti questa domanda: “Da dove verrà il prossimo pensiero?”. Dopo di ché
fai attenzione a cosa accade.
Avrai notato che subito dopo aver posto la domanda, la mente
è rimasta semplicemente in attesa che succedesse qualcosa. Questa piccolissima
pausa tra i pensieri è la consapevolezza pura.
Sarà la tua attenzione a portare questo spazio tra i
pensieri. Forse hai sentito dire che ci vogliono molti anni di dura pratica per
ripulire la mente dai pensieri, eppure in quella piccolissima pausa hai fatto
pulizia dei tuoi pensieri.
Man mano diventerai sempre più consapevole di questa pausa
mentale. Ti basteranno anche pochi minuti al giorno. Quando c’è, presta
attenzione a questa pausa. Quando non c’è, cercala. Ti accorgerai che dopo
pochi minuti i tuoi pensieri si saranno acquietati e il tuo corpo si sarà
rilassato.
Continua a scoprire i funzionamenti della mente ed
esprimendo sempre di più chi sei veramente, puoi essere consapevole e felice.





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