Ti capita mai di stare a contatto
con delle persone o di ritrovarti in situazioni particolari e subito dopo sentire emergere in te sentimenti che non ti fanno stare bene? Ti capita di perdere le staffe nel
comunicare una tua idea o un tuo pensiero a qualcuno? Quale atteggiamento controlla i sentimenti? L’articolo
risponde a queste e ad altre domande…
“Il più grande ostacolo è sempre la rappresentazione,
non la realtà stessa” Etty Hillesum
In ogni incontro tra persone avviene uno scambio di energia. Le onde di ciascuno
risuonano nell’area circostante per uno scambio, oppure facendo prendere
visione della propria area energetica personale.
I nostri pensieri sono veri e propri flussi energetici che
possono attrarre realtà più o meno
distanti. Che tipo di approccio hai quando dialoghi con una o più persone?
L’atteggiamento che hai suscita sentimenti
Ci sono persone che si approcciano ad altre con il
solo intento di dire la propria opinione e dare la dimostrazione di avere
l’opinione giusta per dimostrarsi
vincitori.
Ci sono altre persone che si approcciano ad altri per
confrontare il proprio punto di vista e per uscire dallo scambio comunicativo ed energetico
arricchiti.
Mentre il primo gruppo considera le altre persone come
sfidanti da vincere, il secondo gruppo considera le persone senza giudicare e
dalle quali possa nascere sempre un arricchimento
vincente.
Ora, un uomo prende un taxi e si adagia sul sedile
posteriore dell’auto tranquillamente comunicando la sua direzione, che è il suo posto di lavoro. Proprio durante il
tragitto l’autista del taxi in prossimità con altre auto, grida, a volte
diventando paonazzo in volto, nell’inveire contro di esse e contro chi le guida.
La prima volta perché, secondo l’autista del taxi, l’altro stava
andando troppo piano. La successiva perché, secondo l’autista del taxi un altro
fuoriesce da un parcheggio troppo in fretta. E ancora c’è il semaforo verde e
le auto, secondo l’ autista del taxi, non ripartono quando devono.
“Oggi capitano tutte a me! È davvero incredibile!”, afferma
il tassista. Poco prima che finisca la corsa l’autista di un auto fa un
gestaccio con la mano al povero tassista, che esplode in un accesso d’ira.
Finalmente, una volta arrivati, la persona paga la sua corsa
e va verso il suo posto di lavoro. Mentre sta camminando, arrivato nei pressi
dell’ ufficio, ripensa a quei minuti trascorsi in compagnia del tassista. Riflette su quelle poche parole dette
dal tassista che non fossero stati insulti o un’inveire contro qualcuno.
Tornando con la mente ai vari accessi d’ira del tassista,
pensa che alcune volte nella strada si può aver ragione ed altre no, di certo
sarà l’atteggiamento che si ha
a far suscitare un sentimento dentro di
noi.
Cambiare paradigma
Quando ci troviamo di fronte ad un punto di svolta, che ci
fa dirigere verso il vedere le cose da un punto di
vista differente rispetto a prima, la maggioranza delle volte è
perché abbiamo cambiato un nostro paradigma.
In questo articolo vorrei condividere un paradigma che l’atteggiamento
mentale felice ha fatto suo.
“La responsabilità dei tuoi sentimenti è tua”
Come dire, se ti arrabbi per le parole o gli atteggiamenti
di qualcuno, la responsabilità della
rabbia è solo tua e non degli altri.
Come va? Dura da digerire? Non voglio che accetti
immediatamente questo paradigma e che lo fai tuo personale, ma vorrei
condividerlo come un paradigma principale dell’atteggiamento mentale felice.
Cosa corrisponde avere un paradigma simile?
Corrisponde ad acquisire la piena consapevolezza che tutte le parole, i suoni e le immagini che sono
fuori di noi, non hanno alcun effetto su di noi se non facciamo al nostro
interno qualcosa che permette a queste di creare una reazione dentro di noi.
Quando un qualsiasi punto fisso del nostro essere viene
messo in discussione, abbiamo la possibilità di andare oltre i nostri limiti
mentali, fisici ed emozionali.
Anziché farci convincere dalla mente che quelle parole
ascoltate o lette, oppure che quelle immagini viste, non rientrano nel nostro
modo di pensare e crederle per questo errate, si può analizzare la questione da
un altro punto di vista, e senza limitarsi nella ricerca di chi ha torto o
ragione, la si può valutare prendendo tutto ciò che può esserci di utile e
lasciando andare via il resto.
Facendo in questo modo non si considerano le parole che
ascoltiamo o le situazioni che viviamo come un attacco personale ma si riesce a
creare come uno schermo capace di far rimbalzare e allontanare anche le
peggiori parole rivolte verso di noi.
p.s. Diversi miei parenti sono tassisti e quelle poche
volte che ho utilizzato il servizio taxi, mi è sempre capitato di trovare
persone meravigliose alla guida del mezzo. L’esempio riportato in questo
articolo è di pura fantasia e completamente inventato. Spero che se un mio
parente o un suo collega tassista leggano questo articolo non me ne vogliano.
E tu cosa ne pensi in merito all’articolo? Lasciami un
feedback tra i commenti…





giustissimo.infatti oltre alle parole di Budda quelle della fisica quantistica riflettono lo stesso concetto di cui ti ringrazio di aver esposto cosi linearmente.
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