domenica 24 marzo 2013

La fede nella felicità


Qual è il primo pensiero che fai quando ti trovi di fronte alla parola fede? E se ti dicessi che sono certo che sei una persona di fede, saresti d’accordo? Nell’articolo si esamina un punto di vista per cosa si intende con la parola fede e non solo...

Ogni giorno succedono piccole cose, tante da non riuscire a tenerle in mente né a contarle, e tra esse si nascondono granelli di una felicità appena percettibile, che l'anima respira e grazie alla quale vive.”  B. Yoshimoto

Ti è mai capitato di aspettare ad una fermata un autobus perché sapevi che quella linea ti portava in un punto specifico della città dove dovevi andare?


Ultimamente mi capita di frequente e mi rilassa osservare educatamente le persone che in quel preciso momento condividono con me l’attesa. Generalmente non ci si conosce, ma si sta condividendo qualcosa di comune, che può essere anche solo lo starsene lì alla fermata.

Forse siamo stati condotti lì dalle stesse forze per ritrovarci assieme in quel preciso momento. Di sicuro una forza potentissima che ci ha condotto è stata la fede. Non so se ci hai mai pensato a quanto la fede controlli e guidi ogni nostra azione.

Quando si parla di fede, le immagini che possono venire in mente sono santuari, edifici ecclesiastici o dei simboli particoli, e difficilmente si pensa ad una fermata dell’ autobus.

Ma approfondendo il ragionamento in questo articolo noterai, scorrendo fra le righe, quanto ogni azione che compiamo sia guidata dalla fede.

Se ti è mai capitato di prendere un autobus, non avrai certamente dubitato di quali siano le intenzioni dell’autista, se effettivamente condurrà l’autobus per la via prestabilita, oppure se le ruote siano ben fissate e non si smonteranno strada facendo?

Decisamente non si va a dubitare di cose del genere, ma si ha piena fede inconsciamente che le cose andranno in un certo modo, che l’autista ci guiderà per la via prestabilita, che sarà attento e che le ruote dell’autobus non si smonteranno.

La fede è piena fiducia fondata sulla speranza. La fede si trova alla base di ogni azione che compiamo durante la giornata.

Nel libro di Ebrei del Nuovo Testamento versione C.E.I si legge in merito alla fede: “La fede è fondamento di cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono”.

Secondo Richard Causton, autore di “I dieci mondi” dove spiega il buddismo di Nichiren Daishonin, secondo il testo del “Sutra del loto”, “la fede non vuol dire credere ciecamente in qualcosa; essa rappresenta bensì il fondamentale desiderio e la decisione di illuminarsi a prescindere dalle proprie circostanze di vita e, tramite la propria illuminazione, contribuire a creare un mondo pacifico e felice”.

                           La felicità dipende dalla mente


Già in diversi articoli qui sul blog si è conversato su come la felicità, una volta soddisfatti i bisogni primari di mangiare e bere e di un riparo, sia dovuta ad una condizione interiore guidata dalla propria mente.

Ora che in questo articolo abbiamo fatto una certa chiarezza su cosa si intende per fede, vorrei condividere l’assunto che anche la felicità è una questione di fede.

Realmente essa è sempre presente, e si trova sempre con noi, la incarniamo sempre. Allo stesso modo in cui è sempre presente anche lo stato di tristezza. Si tratta di scegliere quali condizioni della nostra mente attivare.

Non è facile. La felicità si trova in uno stato che <<non è esistente né non esistente>>. Facciamo un esempio per rendere più chiaro questo concetto. Se io andassi ad acquistare uno dei miei CD musicali preferiti, una volta acquistato lo metto in borsa e lo porto con me.

Ora che ho questo CD, posso dire che ho la musica del mio artista preferito, ma questa musica si trova in uno stato che non è esistente né non esistente, fino a che non farò suonare il mio CD.

Ho fede che in quel disco ci sia quella musica e mi dovrò in un certo qual modo impegnare se voglio renderla reale. Quindi dovrò fare l’azione di prendere questo mio CD e inserirlo dentro un appropriato lettore.

Solo quando il raggio laser del lettore CD punta lungo tutta la traccia a spirale del CD, attraverso sofisticati componenti ottici e sincronizzando la rotazione al movimento laser, diviene possibile al lettore leggere i dati del CD e far risuonare la sua musica.

Quindi la mia fede è stata alla base di una mia azione. Poi l’unione di questa mia azione con specifiche condizioni esterne venutasi a creare, hanno reso reale la musica. La musica c’era sempre stata, si trovava all’interno del CD.

La stessa cosa funziona per la felicità. La felicità è sempre con noi, sarà la nostra fede a farci agire verso una specifica direzione. Questo nostro agire renderà possibili determinate condizioni esterne che renderanno reale la felicità.

Per quanto riguarda la felicità, come già visionato in alcuni articoli qui sul blog come “Felicità e piacere” o “Alcuni principi per essere felici” e altri, le condizioni esterne per renderla reale sono molto meno di quello che ci si potrebbe aspettare.

Quando vuoi divertiti a ricercare questi articoli sul blog, scoprirai che siamo nati per essere felici.

"Una strada c'è nella vita. 
La cosa buffa è che te ne accorgi
solo quando è finita. 
Ti volti indietro e dici "oh, guarda, c'è un filo". Quando vivi non lo vedi il filo, eppure c'è. 
Perché tutte le decisioni che prendi,
tutte le scelte che fai sono determinate, 
si crede, dal libero arbitrio, 
ma anche questa è una balla. 
Sono determinate da qualcosa dentro di te 
che è innanzitutto il tuo istinto, 
e poi da qualcosa che gli indiani chiamano il karma accumulato fino ad allora.”
(Tiziano Terzani)

Tu cosa ne pensi al riguardo? Lasciami un feedback fra i commenti…

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